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Una poesia in bengali, intitolata "Vrindavana-bhajana". Specialmente i primi versi erano molto meditati e personali:

1.

Seduto solo a Vrindavana-dhama.
In questo sentimento capisco molte cose.
Ho moglie, figli, figlie, nipoti, tutto,
ma non ho denaro, perciò essi sono una gloria senza frutto.
Krishna mi ha mostrato la nuda forma della natura materiale;
per la Sua forza oggi tutto questo ha perso sapore per me.
Yasyaham anugrihnami harisye tad-dhanam sanaih:
"Gradualmente porto via tutte le ricchezze di coloro che hanno la Mia misericordia."
Come ho potuto capire questa misericordia dell'infinitamente misericordioso?

2.

Tutti mi hanno abbandonato, vedendomi sul lastrico
moglie, parenti, amici, fratelli, tutti.
Questa è miseria, ma mi fa ridere. Seduto qui solo rido.
In questo maya-samsara, chi amo veramente?
Dove sono andati padre e madre che tanto mi amavano?
Dove sono tutti i miei vecchi, che erano la mia famiglia?
Chi mi darà notizie di loro, ditemi chi?
Tutto ciò che resta è una lista di nomi.

L'illusione di maya

L'illusione di maya è come schiuma
Che svanisce di nuovo tra le onde del mare,
Nessuno è madre, padre o parente
Come schiuma, non durano che per un breve istante.
E, come la schiuma si dissolve nel mare,
Questo corpo prezioso di cinque elementi scompare.
Chi potrà dire quante effimere forme
L'anima incarnata ha dovuto indossare?

Poesia bengali di
Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

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